Analisi del colesterolo:
quando eseguirle e come interpretarle

Per interpretare i valori di colesterolo ricavabili dalle analisi del sangue è importante tenere a mente che i singoli parametri non vanno letti in maniera indipendente gli uni dagli altri ma in modo combinato.

Per interpretare i valori di colesterolo ricavabili dalle analisi del sangue è importante tenere a mente che i singoli parametri non vanno letti in maniera indipendente gli uni dagli altri ma in modo combinato.

Nei risultati delle analisi è importante che:

• Il colesterolo LDL ("cattivo") sia il più basso possibile e non superi un valore soglia fissato a 160 mg/dl.
• Il colesterolo HDL ("buono") rispetti possibilmente un valore minimo (35 mg/dl per gli uomini, 40 mg/dl per le donne), oltre il quale ci si assicura che il colesterolo "buono" svolga le sue utili funzioni, ripulendo le arterie dal colesterolo LDL e riportandolo nel fegato.

 

Dal momento che il livello di colesterolo è particolarmente variabile da individuo a individuo per fattori legati ad alimentazione, attività fisica, stile di vita e (in misura minima) predisposizione genetica, è importante tenere sotto controllo anche il rapporto fra colesterolo LDL e HDL, detto "indice di rischio cardiovascolare".

Seconde tale indice, la proporzione colesterolo totale / colesterolo HDL deve essere inferiore a 5 per l'uomo e inferiore a 4,5 per la donna.

Colesterolo HDL (colesterolo "buono")

Valori bassi: solitamente sono legati un'alimentazione scorretta che introduce un maggior quantitativo di grassi animali saturi nel corpo, ed è carente di grassi vegetali insaturi. Di conseguenza si verifica un maggior accumulo di placche aterosclerotiche sulle pareti arteriose dovute alla presenza di colesterolo LDL in circolo e un aumento del rischio cardiovascolare.

Valori alti: principalmente legati ad un'alimentazione sana e al corretto svolgimento delle funzioni fisiologiche legate al colesterolo.

Colesterolo LDL (colesterolo "cattivo")

Valori bassi: sono legati ad un rischio cardiovascolare basso e deriva da una sana alimentazione e dal giusto esercizio fisico.

Valori alti: si parla di ipercolesterolemia ed è causata prevalentemente da una dieta non sana. Le conseguenze di un colesterolo LDL alto riguardano l'aumento del rischio cardiovascolare, dal momento che il colesterolo cattivo si deposita lungo le pareti interne delle arterie con due conseguenze:

Il cuore fa più fatica a pompare il sangue nei vasi ristretti dalla presenza delle placche;

 

Le placche stesse possono staccarsi parzialmente e ostruire un'arteria causando infarto, ictus oppure possono staccarsi viaggiando nelle arterie fino a quando entrano in un'arteria troppo piccola bloccandone il flusso (trombosi, embolia). In tal modo organi e tessuti restano isolati e vanno incontro a necrosi.

Lo sapevi che...

Una riduzione di 40 mg/dl di colesterolo LDL si associa ad un abbattimento del 20-25 % delle morti per cause cardiovascolari e di infarto miocardico non fatale, come dimostrato dai diversi studi del negli ultimi 15-20 anni (Fonte Siprec).

Quando eseguire i controlli?

Non esistono delle indicazioni standard sulla frequenza con cui gli esami del quadro lipidico debbano essere ripetuti, né un limite di età prima e oltre il quale debbono essere effettuati. È comunque raccomandabile fare un primo screening negli uomini intorno ai 40 anni e nelle donne intorno ai 50 anni o in post-menopausa.

Lo sapevi che...

Le donne in età fertile, a differenza degli uomini, non soffrono di colesterolo elevato grazie alla presenza degli estrogeni, ormoni in grado di contribuire a mantenere un rapporto ottimale tra colesterolo HDL e colesterolo LDL. Di conseguenza, in menopausa, con il calo fisiologico di questi ultimi, la percentuale di rischio cardiovascolare nelle donne diviene simile a quella degli uomini.